Quanti sanno che nel territorio di Lucera passa un importante gasdotto? Parte da Biccari e termina a San Salvo con sbocco effettivo nell’impianto di stoccaggio “Treste” di Montalfano dove sono presenti centinaia di milioni di metri cubi. La conduttura è lunga 88 chilometri, attraversa tre regioni, altrettante province e venti comuni, con diversi di essi proprio della Capitanata e della zona di Campobasso.

 

L’infrastruttura fa parte di un sistema di gestione della risorsa che si sviluppa sul versante adriatico dell’Italia, a sua volta collegato con la rete europea di trasferimento e in procinto di allacciarsi anche al famoso Tap (Trans Adriatic Pipeline) in costruzione nel Salento e proveniente dall’area balcanica.


Il gasdotto negli ultimi tempi è tornato in evidenza poiché la Snam ha deciso di effettuare su di esso dei significativi interventi di potenziamento della sua capacità di trasporto, tanto che per esempio il suo diametro è destinato a passare da 50 a 65 centimetri con conseguente aumento della pressione di esercizio da 64 a 75 bar.


Il progetto però è fortemente contestato in Abruzzo dalle Associazioni Stazione Ornitologica e Nuovo Senso Civico che hanno stilato un vero e proprio elenco di ciriticità, peraltro evidenziando la non necessità di questi interventi alla luce di un minor consumo di gas registrato negli ultimi anni. Le obiezioni riguardano argomenti di carattere burocratico ma anche questioni delicate come la lotta all’inquinamento di un gas serra come è il metano, ma anche valutazioni di carattere geologico e sismico dei suoli interessati e per i quali vengono invocati analisi più precise, corrette e indipendenti.

f.g.

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