In Italia ce ne sono dal Friuli alla Sardegna, ma la più alta concentrazione si ha in Toscana. Sono gli alberghi diffusi, perle d'accoglienza e insieme tesori storici, che occupano l'intero tessuto urbano di borghi destinati all'abbandono. Ecco i dieci più affascinanti d'Italia.

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di MAURIZIO DI FAZIO

«Sono un anarchico, e penso che occorra dare a tutti l'opportunità di farsi una vacanza» dice Giampiero Torello, che quasi 20 anni fa ha aperto sulle colline di Pescocostanzo un luogo unico e fuori dagli schemi.
Gira da anni a piedi nudi per boschi e strade di città. Pratica e insegna, gratuitamente, discipline olistiche. Porta in scena un suo spettacolo teatrale basato su testi di Giorgio Gaber. Parla fluentemente varie lingue. 56 anni, figlio di emigrati in Argentina, capelli lunghi grigio-scuri, Giampiero Torello è il gestore dell’Ostello Petra, una struttura originale che sorge su un promontorio roccioso nel territorio di Pescosansonesco, in provincia di Pescara, alle pendici del monte Picca.

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Il Parco Naturale Majella rappresenta un caso di attività imprenditoriale che nasce da una forte motivazione personale, abbinata ad un coerente percorso di studi ed esperienze che rendono esclusivi, se non addirittura unici, i servizi offerti caratterizzati da un elevato livello di contenuto professionale ed intellettuale.Il Parco Naturale Majella è un’ organizzazione fondata da Gianluca Caramanico che ha trasformato la propria passione per la montagna nella gestione di attività naturalistiche.

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Il teatro Comunale Talia trae origine da un convento di monaci e risale al 1686. Dopo un rinnovamento dell’interno avvenuto nel 1821, solo nel biennio 1887-88 viene effettuata una radicale ristrutturazione dello stabile, come si ricava anche dalla data della lapide sul portale centrale: 1887-88 CIS. Nell’occasione il teatro è intitolato alla musa Talia, dalla quale una fantasiosa etimologia fa derivare il nome della città.

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È uno dei posti magici della Majella: un ampio lastricato di rocce incise posto ai piedi di Monte Cavallo, al cospetto del Monte Focalone e dell’abisso della valle dell’Orfento. Su queste rocce pastori e briganti lasciarono incisi i loro nomi e i loro pensieri; con scritte semplici consegnavano all’eternità della pietra i propri nomi, il paese di provenienza, ma anche gli sfoghi per la difficoltà della loro condizione di poveri pastori. In realtà non è difficile imbattersi in scritte pastorali un po’ ovunque sulle aree sommitali della Majella.

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L'acqua miracolosa è tornata a zampillare come un tempo. di Francesca Marchi.
“Destinazione L’Aquila” oggi vi porta tra Assergi e Arischia, su uno degli eremi di San Franco, luogo di storia e leggenda.
La buona notizia è che l’acqua miracolosa è tornata a zampillare come un tempo. Gli ultimi eventi sismici, quelli del gennaio 2017, avevano interrotto il flusso fragoroso dell’acqua di San Franco, il pastore eremita del XII secolo che fece sgorgare acqua proprio da una roccia.

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