Ci arrivi seguendo il percorso indicato dalle luci a terra della nuova pavimentazione di Corso Manthonè. Oppure dal lato opposto, con i colori e i suoni della festa di Sant’Andrea a scandire i passi. Per qualche ora, via delle Caserme si riveste della magia del “Sise pride”.

Il nome non tragga in inganno, anche se gli organizzatori hanno voluto giocarci un po’ su, correndo però il rischio di non rendere giustizia a un trasversale che va dal design dell’elemento artigianale alla cucina tipica in tutte le sue declinazioni e che ha come elemento chiave la volontà di rappresentare le bellezze e i doni del territorio.

pescar 1Certo, delle Sise c’è da essere orgogliosi.

Parliamo delle Sise delle Monache, dolce tipico di Guardiagrele (Chieti). Una specialità che si propone come una “dolce rappresentazione” dei tre massicci montuosi che caratterizzano il territorio abruzzese: il Gran Sasso, la Majella e il Sirente-Velino.

Forma, tradizione e storytelling tali da spingere due designer, Elisabetta Di Bucchianico e Dario Oggiano di “Arago Design”, a organizzare a Pescara vecchia questa vetrina itinerante volta a celebrare le mille declinazioni legate a questo dolce simbolo dell’Abruzzo.

Per i due creativi, le Sise non rappresentano solo un dolce, ma un “un simbolo del nostro bagaglio emotivo da condividere”.

pescara 2Come ricorda l’associazione “Progetto industria creativa“, sodalizio di cui fa parte anche la fashion blogger Carmela Parisi, i fondatori di Arago si erano già cimentati in un’iniziativa, nel 2015, con il Neola Pride: una serata che voleva proporre la rivisitazione in chiave artigianale e di design di uno dei simboli cardine della regione.

Non è stato difficile raccogliere il sostegno di ristoratori e gestori di locali di via delle Caserme.

“Abbiamo deciso in tanti di autofinanziare questa giornata”, commenta Serena Mastrocola che con suo fratello, lo chef Roberto, è titolare di “Maestro – Cibo e cucina”.

pescara 3Mentre intrattiene decine di avventori per un aperitivo a base di finger food e vino di selezione mista, locale e nazionale, spiega a vari curiosi il senso dell’iniziativa.

“Cercavamo un modo per esaltare questa specialità di Guardiagrele la cui tradizione lascia un segno un po’ in tutto l’Abruzzo”.

In degustazione anche i vini della pluripremiata Cantina Tenuta i Fauri.

L’aperitivo si conclude con il passaggio di alcuni vassoi pieni di Sise delle Monache accompagnato da un cocktail realizzato dal bartender Francesco Novelli, del Different di corso Manthoné che ha presentato per l’occasione un cocktail ispirato al dolce guardiese in cui si condensano un insolito connubio tra la dimensione contemporanea delle notti metropolitane, e l’evocazione di sensazioni arcaiche provenienti dal verde e dai profumi della Majella.

Dalla sua, lo chef Roberto Mastrocola ha condiviso la sua ricerca gourmet, maturata nella scuola di Niko Romito, di un’evocazione inconsueta e accattivante del dolce protagonista.

LO STORYTELLING

pescara 4Un racconto che si concretizza attraverso la presentazione di un oggetto che concentra la storia, la tradizione, il sapore all’interno della spilla “3SISE”: un simbolo da indossare, un gioiello unisex.

Nel corso della serata è stata inoltre presentata una linea di prototipi, oggetti arricchiti da decorazione ispirate a elementi del territorio, studiati per presentare le Sise a tavola.

ARTE E MUSICA

Un percorso accompagnato dalle illustrazioni dell’artista Antonio Spinogatti e dalle note del sax jazz di Piero Delle Monache.

http://www.virtuquotidiane.it/cronaca/sise-delle-monache-in-vetrina-pescara-omaggia-la-dolcezza-di-guardiagrele.html


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