Edificio romanico costruito interamente in pietra della Majella, che presenta una particolare facciata in gran parte occupata dalla torre campanaria del XIII sec., alla cui base si apre un bel portale ogivale del '400, nella cui lunetta è collocata una scultura del 1394 che raffigura l'Incoronazione di Maria tra quattro angeli. Sui lati esterni della chiesa vi sono due porticati. In quello di sinistra, una bella loggia ad archi acuti,si può ammirare una particolare edicola decorata con stucchi che circondano l'affresco della Madonna del Latte.

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Le feste di Pietranico, in provincia di Pescara, sono tutte collegate alle principali ricorrenze religiose del paese del 2/3 maggio e del 14/15 settembre, dedicate alla "Madonna della Croce". Soprattutto in maggio i festeggiamenti assumono una particolare connotazione folkloristica: durante tutto il percorso della Processione in onore della Madonna della Croce vengono incendiati centinaia di falò dai quali si levano altissime lingue di fuoco che sormontano a volte anche i tetti delle abitazioni:

 

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PAGANICA (AQ) – La piccola chiesa della Madonna d’Appari, a Paganica, abbarbicata com’è sulla roccia, e l’arco che la sovrasta, me li sono sempre raffigurati, con gli occhi della mente, come la porta d’ingresso di un piccolo mondo, un angolo di paradiso terrestre nel quale volentieri indugiava la mia fantasia di ragazzo.
Sarà per questo che quando l’autobus che ci riportava al nostro villaggio, Assergi, attraversava il breve tunnel scavato nella roccia adiacente al santuario, ci facevamo il segno della croce...

 

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Sono poche centinaia di abitanti a mantenere vivo il paesino di Serramonacesca, in provincia di Pescara, che sorge tra boschi ed uliveti alle falde settentrionali della Majella. Il territorio comunale custodisce tesori di altissimo valore storico-artistico, tra cui le rovine di Castel Menardo, l'eremo di Sant'Onofrio, le tombe rupestri di San Giovanni e i ruderi del borgo fortificato di Polegra, di origine longobarda.

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Assisi, Perugia, 1 marzo 1838 - Isola del Gran Sasso, Teramo, 27 febbraio 1862

Francesco Possenti nacque ad Assisi nel 1838. Perse la madre a quattro anni. Seguì il padre, governatore dello Stato pontificio, e i fratelli nei frequenti spostamenti. Si stabilirono, poi, a Spoleto, dove Francesco frequentò i Fratelli delle scuole cristiane e i Gesuiti. A 18 anni entrò nel noviziato dei Passionisti a Morrovalle (Macerata), prendendo il nome di Gabriele dell'Addolorata. Morì nel 1862, 24enne, a Isola del Gran Sasso, avendo ricevuto solo gli ordini minori. È lì venerato, nel santuario che porta il suo nome, meta di pellegrinaggi, soprattutto giovanili. È santo dal 1920, copatrono dell'Azione cattolica e patrono dell'Abruzzo. (Avvenire)

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Un devoto di Maria

“ Io sono una piccolissima anima, che solo può offrire a Dio piccolissime cose”. Queste parole di santa Teresa del Bambin Gesù le avrebbe potute ridire anche lui, il giovane religioso passionista, che oggi la Chiesa presenta alla nostra devozione. Nessun’opera esteriore, nessun miracolo, nessuno scritto lo ha segnalato ai suoi contemporanei. Ma, come santa Teresa o san Luigi Gonzaga, egli si santificò nel silenzio e nell’oscurità della vita religiosa e “consumato in breve tempo percorse un lungo cammino”.

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