La pasta alla "trappitara" è una delle tradizioni più antiche. Si preparava con l'olio "nuovo", appena fatto ed era consuetina offrirla ai contadini che portavano le olive al frantoio (Trappeto) per la macinatura, che la gustavano in attesa del loro turno.

Il Trappeto: Il latino trapetum o trapetus riproduce esattamente la forma greca trapetes, che nel lessicografo Esichio compare a designare un congegno per la molitura delle olive. Con un arricchimento semantico il vocabolo indica in latino il “trappeto” o “frantoio” o “torchio” delle olive.

 

Il trapetum serviva nella fase iniziale a schiacciare le olive, così da separare il nocciolo (nucleus) e il liquido amaro (murca) dalla polpa (sampsa: lavorata, poi, a parte mediante il torcularium). Per evitare danni alle olive e la conseguente distruzione del nucleus, le mole dovevano essere fissate “leggermente”.
Il trappeto sotterraneo è un luogo fisico carico di pregnanti significati socio – economici figli di strutture comunitarie di antico regime. Terminata – da decenni ormai – la sua funzione, custodisce, oggi, un fascino tutto culturale; è il segno tangibile di una non lontana organizzazione produttiva basata sulla coltura dell’olivo, pianta di civiltà. Per il suo carattere conservativo – è il depositario di pratiche lavorative sempre eguali nei secoli – rappresenta l’autentico manufatto della società rurale che taglia, trasversalmente, spazi e storia ed arriva sin quasi alle soglie del nostro presente.

Quando si parla di trappeto, intendiamo il frantoio e questo piatto è tradizionale durante il periodo della spremitura dele olive. 

Piatto che si prepara nel Trappèto, con l’olio nuovo appena fatto.

RICETTA 1

spaghetti trappitara 3

Ingredienti:

400 grammi di spaghetti (o altro formato di pasta), 5 filetti di alici, 2 spicchi di aglio, 2 pizzichi di peperoni dolce, 12 peperoni secchi di Altino, prezzemolo, olio extravergine di oliva, sale, peperoncino a piacere

Procedimento
Prima si fanno rosolare in una casseruola l'olio nuovo, l'aglio e i peperoni, che devono essere tostati fino a raggiungere una certa croccantezza.
Dopodiché si aggiungono le alici spezzettate in maniera grossolana e il peperone in polvere. A questo punto si aggiunge un mestolo di acqua e si unisce il prezzemolo tritato. Nel frattempo si cucinano gli spaghetti (o la pasta di altro formato), che vanno poi conditi con il condimento già preparato. Si sbriciolano i peperoni secchi tostati e il piatto è pronto. Per gli amanti dei sapori più intensi, va benissimo aggiungere peperoncino piccante a piacere.

 

RICETTA 2

spaghetti trappitara 2
Ingredienti x 4 persone:

400g di spaghetti

5 filetti di alici salate

Aglio 2 spicchi, peperoni secchi dolci 12 preferibilmente di Altino, peperone dolce in polvere 2 pizzichi, peperoncino se si vuole, prezzemolo, olio, sale q.b.

N 1 mestolo d’acqua

 

Procedimento:

In una casseruola far rosolare in olio ev di oliva, novello e fruttato, l’aglio tagliato grossolanamente e i peperoni fin che si tostano, ma attenzione a non farli bruciare. Togliere i peperoni e farli raffreddare perchè diventino croccanti; aggiungere all’olio le alici spezzate con le dita ,il peperone in polvere, fermare la cottura con un piccolo mestolo d’acqua, unire il prezzemolo tritato. Cuocere gli spaghetti in acqua bollente salata e condirli con la salsa precedentemente preparata sbriciolandovi i peperoni secchi tostati. A piacere si può aggiungere peperoncino piccante.

 

Dato il periodo con questo piatto si può servire con un vino novello oppure un Montepulciano d’Abruzzo giovane affinato in acciaio.

RICETTA 3

spaghetti alla Trappitara 05

Ingredienti (per 2)

Maccheroni alla chitarra (io, semintegrali), 160 g
Alici o sarde (sotto sale o fresche), 4 / 6 (dipende dalla grandezza)
Peperone dolce secco (ferfellone), 6
Polvere di peperone dolce (ferfellone), due cucchiaini
Aglio rosso di Sulmona, 2 spicchi
Peperoncino (facoltativo), q. b.
Prezzemolo, un rametto
Olio evo (novello), abbondante
Sale, q. b.
Procedimento

Portate a bollore una pentola di H2O, salatela e lessate la pasta. Tritate il prezzemolo.
Versate in una padella abbondante olio evo, unite l’aglio in camicia schiacciato e fate rosolare. Quando l’olio sarà caldo, unite i ferfelloni. Li potete tagliare ad anelli o unirli interi. In ogni caso, bastano pochi secondi affinché si tostino. Tirateli quindi velocemente su insieme all’aglio con un ragno e non fateli bruciare. Mettete i ferfelloni da parte e tali raffreddare, affinchè diventino croccanti. Buttate l’aglio.
Aggiungete all’olio le alici (se sotto sale, dissalate; in ogni caso, deliscate) spezzettate con le dita, la polvere di peperone e fermate la cottura con un mestolo di acqua di cottura. A fuoco dolce, mescolate il condimento affinchè l’acqua evapori e si formi una salsa. Una volta che si è formata la cremina, spegnete il fuoco sotto la padella e unite il prezzemolo tritato.

 


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