Erbe spontanee: d’inverno cercate il terracrepolo

Cosa offre il mercato delle erbe spontanee in questo periodo? Voi, irriducibili erbivori, non disperate, qualcosa si trova anche d'inverno per fare una discreta misticanza da portare in tavola. Si trovano ancora il tarassaco (Taraxacum officinale), le foglie della pratolina (Bellis perennis), qualche cicerbita (Sonchus oleraceus) o la piantaggine (Plantago lanceolata, Plantago media) che potete aromatizzare con la salvastrella (Sanguisorna minor) (ricordatevi quello che dice la Graziella: "l'insalata non è bella se non c'è la salvastrella").

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La dottoressa Sara Campolonghi oggi ci parla di un cereale tutto italiano, parente stretto del kamut ma più economico, ottimo per prepare piatti unici sani e nutrienti, oltreché dietetici, nella stagione autunnale. La Saragolla è un antico grano che si coltiva ancora oggi tra la Lucania, il Sannio e l’Abruzzo, parente stretto del più noto e diffuso grano Kamut.

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Caccialepre, Grattalingua, Terracrepolo (Compositae)

Caccialepre, Reichardia picroides (L.) Roth è una pianta erbacea, perenne fornita di una radice ingrossata dalla quale vengono emessi getti formati una rosetta basale di foglie verde-glauco, glabre con margini spesso purpurei. Le foglie sono tenere e carnosette e contengono un lattice dolciastro.
 
Le foglie hanno una forma variabile, sono allungate e possono essere intere ma più comunemente divise in piccoli lobi. 

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Il Pastore Abruzzese

Appartiene al ceppo dei grandi cani bianchi del Centro Europa, stirpe antichissima di guardiani e del gregge dal carattere diffidente e bellicoso, arrivato in Italia dal Medio Oriente. L'area di maggiore diffusione di questa razza è piuttosto vasta: va infatti dalla Provincia di Grosseto all'alto Lazio, passando per l'Umbria del sud, l'Abruzzo, il litorale molisano e la Puglia del nord.

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Hanno rubato il Fratino?

«La natura ci ha premiato e su alcuni tratti di spiaggia dunale anche quest’anno hanno nidificato il Fratino . Per questo siamo soddisfatti di poter contribuire a difendere la fauna e la flora del nostro tratto di costa consentendo a queste specie di potersi riprodurre». 

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Nuovi abitanti sull'Appennino

 Scoperte nuove specie e confermati gli effetti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi di montagna: sono i risultati del "Racconto della biodiversità dell'Appennino", 5 giorni durante i quali ricercatori ecologi e appassionati hanno percorso a piedi 45 km sulle montagne d'Abruzzo. Scoperta la presenza del coleottero Rosalia alpina, raro e protetto dalla Direttiva Habitat dell'Unione Europea, e della rarissima specie vegetale Monenes uniflora, famiglia delle Pirolacee.

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