Appena inizia settembre chi scrive queste righe settimanali non riesce a pensare ad altra verdura da consigliare per il mercato se non il peperone. C’è la famosa Sagra a Carmagnola che ce lo ricorda per prossimità, visto che viviamo in Piemonte, ma anche per gusto e qualità, poiché si tratta sicuramente di alcuni tra i migliori peperoni d’Italia. Ma al di là delle tipologie carmagnolesi, tra le quali il corno di bue o lungo è Presidio Slow Food, settembre è anche il momento che segna una produzione nazionale estesa ovunque, dopo l’invasione dei primi provenienti da Sud a fine luglio-agosto.

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È una pianta perenne, erbacea, rizomatosa. Ha foglie basali dotate di un lungo picciolo, pelose sulla faccia inferiore. I fiori larghi fino a 4 cm, hanno 8-12 petali ellittici, bianchi o azzurri, e numerosi stami gialli. I frutti sono degli acheni di piccole dimensioni, pelosi.

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PREMESSA – Dopo la pubblicazione del “vero Standard” del Pastore maremmano-abruzzese, che nonostante la sua connotazione chiaramente umoristica conteneva una nota seria sul nome della razza, abbiamo ricevuto qualche (civilissima, peraltro) “protesta” in merito, visto che per molti questo cane dovrebbe chiamarsi ancora e solo “Cane da pastore abruzzese” o “Mastino abruzzese”.

 

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Pianta spontanea e molto comune, ha proprietà astringenti, antinfiammatorie oltre che essere un ottimo rimedio naturale per la cura delle ferite.
La piantaggine è un vero toccasana per la salute. E pensare che si trova praticamente ovunque sotto i duemila metri, ma viene comunemente considerata un’erbaccia. Contiene invece preziose molecole che possono aiutare il nostro organismo a vivere bene. In questo periodo dell’anno, caratterizzato dalle fioriture, è facile riconoscere la pianta e raccoglierla per utilizzarla sia in cucina (ad esempio, per preparare un pesto con mandorle o noci) che come rimedio naturale.

 

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Secondo l’elenco aggiornato delle specie vegetali stilato dal Gruppo per la Floristica, Sistematica ed Evoluzione della Società Botanica Italiana, la nostra penisola si colloca al primo posto fra i Paesi della comunità europea, per quanto riguarda il numero di entità botaniche autoctone. Il team in questione è coordinato da Fabio Conte e Fabrizio Bartolucci del Centro Ricerche Floristiche Dell’Appennino dell’Università di Camerino, da Lorenzo Peruzzi dell’Università di Pisa e da Gabriele Galasso del Museo di Storia Naturale di Milano, e riunisce in sé circa una cinquantina di ricercatori.

 

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