Secondo l’elenco aggiornato delle specie vegetali stilato dal Gruppo per la Floristica, Sistematica ed Evoluzione della Società Botanica Italiana, la nostra penisola si colloca al primo posto fra i Paesi della comunità europea, per quanto riguarda il numero di entità botaniche autoctone. Il team in questione è coordinato da Fabio Conte e Fabrizio Bartolucci del Centro Ricerche Floristiche Dell’Appennino dell’Università di Camerino, da Lorenzo Peruzzi dell’Università di Pisa e da Gabriele Galasso del Museo di Storia Naturale di Milano, e riunisce in sé circa una cinquantina di ricercatori.

 

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 di MARCO ANGELILLO.
Dal Piemonte al Friuli, dall’Alto Adige all’Abruzzo i custodi delle antiche cultivar si dedicano al recupero delle sementi locali e fanno cultura, oltre che colturaTORNANO i mais antichi. Tornano a riempire i campi, ricostruiscono paesaggi perduti, arricchiscono di biodiversità un'agricoltura che da decenni ha ridotto a poche specie super selezionate il cereale addomesticato dai Maya 10mila anni fa. Dal Piemonte al Friuli, dall’Alto Adige all’Abruzzo i custodi delle antiche varietà si stanno organizzando. I contadini che si stanno riconvertendo al biologico e al recupero delle sementi locali crescono di anno in anno, si associano, tessono reti con tutta la filiera alimentare e fanno cultura, oltre che coltura.

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La pianta è una specie nuova: non è stata rinvenuta su altre montagne ed è quindi endemica, ossia in tutto il mondo vive solo in una valle del Monte Ocre
I Ricercatori del Centro Ricerche Floristiche dell’Appennino (Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga – Università di Camerino), Fabio Conti e Fabrizio Bartolucci, in collaborazione con Luca Bracchetti (Università di Camerino), Dimitar Uzunov (Università della Calabria) e Riccardo Pennesi (Università di Trieste), hanno completato lo studio e la descrizione di una specie nuova per la scienza, cioè mai osservata prima.

 

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Volume pubblicato nella collana ISPRA, Il volume edito dall'ISPRA dal titolo

"Frutti dimenticati e biodiversità recuperata. Il germoplasma frutticolo e viticolo delle agricolture tradizionali italiane. Casi studio: Lazio, Abruzzo"

fa parte della collana ISPRA dei "Quaderni sui frutti dimenticati e biodiversità recuperata", alla quale l'Ente Parco ha collaborato e che attualmente è disponibile gratuitamente solo informato elettronico.

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