di Terenzio Zocchi. Demografia e società nei registri del Regno di Napoli e nell'opera dell'abate Pacichelli. LA CONTA DEI FUOCHI. Tra le carte e i conti della cancelleria del Regno di Napoli, hanno da sempre suscitato grande interesse le "tavole dei fuochi", nelle quali venivano elencati con grande cura tutte le città, i borghi e i villaggi del regno. Nella terminologia burocratica dell'epoca, fuoco era un nucleo famigliare, una famiglia che assicurava con le tasse una rendita media alla Regia Corte, come aveva stabilito una riforma voluta da re Alfonso d'Aragona a metà '400.

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L’alta Valle del Sagittario da diversi anni è oggetto di ricerche archeologiche e antropologiche condotte dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo in collaborazione con l’Università di Bologna e con la cooperativa Matrix 96 di Roma. Lo studio del territorio e delle tracce che nel tempo l’uomo vi ha lasciato, hanno permesso di ricostruirne la vita, dalla più antica Preistoria sino ai giorni attuali: dal Paleolitico inferiore al III millennio.

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Un accampamento bizantino risalente a circa 1200 anni fa a pochissimi chilometri dalla foce del fiume Tordino.

E’ quanto ipotizzano gli archeologi della sezione Bizantus di Firenze e gli studiosi di storia bizantina “Magnaura” di Reggio Calabria dopo che lo scorso 27 marzo sulla sponda sud del Tordino, all’altezza di Coste Lanciano a poche decine di metri da una vecchia discarica interrata, è stato rinvenuto un piccolo tesoro, ovvero alcune monete d’oro risalenti a circa 1200 anni fa.

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Pescara. Ragione, coscienza e libertà rappresentano i valori su cui i personaggi al centro del volume “Sul Cammino della modernità. Protagonisti Abruzzesi dall’Unità d’Italia al Secondo dopoguerra”, hanno declinato la loro attività pubblica e personale, nella consapevolezza di prestare un contributo decisivo alla costruzione della modernità. Il libro, curato da Franca De Leonardis e Fabrizio Masciangioli, (p.132, Rubbettino) presenta una ricca galleria di personaggi abruzzesi che hanno animato lo scenario regionale e nazionale dalla fine del ‘700 al secondo dopoguerra.

 

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Nell'autunno del 1943 la guerra giunse nella valle del Sangro dal Molise dove i tedeschi, sul Trigno, avevano contrastato più duramente l'avanzata alleata. Una resistenza per poter allestire, intanto, un'efficiente linea di difesa invernale dall'Adriatico al Tirreno passante sui massicci del chietino, dell'aquilano (Altopiano e Parco) e del Molise (Mainarde) e, più a Sud, sui rilievi del cassinate.

 

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È passato quasi un secolo da quel 13 gennaio 1915, quando un catastrofico terremoto colpì l'Abruzzo.100 anni dopo, una camminata commemorativa di 15 giorni, ha preso il via il 2 gennaio 2015, attraversò la Marsica e la storia che l'ha cambiata. Per non dimenticare quelle 30mila vittime e rivivere un territorio che è profondamente mutato.

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